Lettori fissi

lunedì 16 ottobre 2017

UNA PASSEGGIATA NEI GIARDINI DEL CASTELLO DI GRAZZANO VISCONTI (2)

Come, un altro post dal medesimo titolo?
Eh già ho trovato altre foto interessanti e non potevo non approfittarne per farvele vedere, così passeggiando ancora nel giardino possiamo parlare di altri aneddoti su Grazzano Visconti.


Nel precedente post vi avevo scritto che Grazzano è famosa per le botteghe artigiane, in particolare quelle che lavorano il ferro battuto, che viene lavorato artisticamente a martello come si usava nel passato.


Uno degli oggetti sicuramente più noti è il "gallo in ferro battuto".

(immagine presa dal web)

La spiegazione dell' ideazione del gallo in ferro battuto viene data attraverso un aneddoto: l'artigiano Borlenghi, leggendo il Vangelo, rimase colpito dal brano in cui l'apostolo Pietro rinnegava Cristo tre volte prima che il gallo cantasse; volendo rappresentarlo pensò di sintetizzarlo lavorando nel ferro un piccolo gallo alto cm.33 come gli anni di Cristo.

L'idea originale piacque parecchio tanto da rendere questo esemplare uno degli oggetti più noti di tutta la produzione artistica artigianale.


Altro simbolo importante di Grazzano Visconti è il biscione visconteo.

(immagine presa dal web)

Al Biscione visconteo è legata una leggenda che vuole illustrare la potenza militare di questa signoria risalente al 1300.
Si fanno risalire le origini della casata ad Ottone Visconte, comandante militare vittorioso che nella sua carriera aveva accumulato ben 7 vittorie su altrettanti nemici che portava segnate sul suo scudo con 7 corone.
In Terrasanta si trovò a combattere contro un guerriero saraceno ancor più temibile degli avversari fino allora avuti: costui aveva un'insegna con un dragone alato con in bocca Gesù Bambino, con la vittoria Ottone gli cambia l'insegna tramutandola nel Biscione con in bocca il saraceno.
Lo stemma, simbolo della famiglia dominante ed ideatrice della zona si trova naturalmente ovunque per tutto il borgo: scolpito nel ferro, nella pietra e dipinto.


Il biscione è talmente famoso che a Grazzano nel mese di Ottobre, si tiene "il torneo dello biscione", un giorno di festa, di giochi e ... di tiro con l'arco.


Spero che questa seconda passeggiata, ravvicinata alla prima sia stata altrettanto gradita e che le due insieme vi abbiano fatto venire voglia di scoprire Grazzano Visconti, se così fosse andate a visitare il sito ufficiale di Grazzano e se gli aneddoti che vi ho riportato vi sono piaciuti sul sito "turismo Piacenza", trovate questi e tanti altri.


Buona settimana a tutti, ci sentiamo al prossimo post.

venerdì 13 ottobre 2017

UNA PASSEGGIATA NEI GIARDINI DEL CASTELLO DI GRAZZANO VISCONTI

Oggi con il mio post, volevo accompagnarvi all'interno del giardino di Grazzano Visconti, raccontandovi durante questo tour qualche curiosità.

Grazzano Visconti è un borgo che si trova nella provincia di Piacenza.
Un borgo medievale che però non ha debiti di riconoscenza verso gli uomini del medioevo, in quanto è un borgo completamente costruito agli inizi del '900 in pieno stile medievale.



Fu per volere del conte Giuseppe Visconti che le case coloniche che circondavano il castello (questo sì che è originale) vennero trasformate in case dal fascino medievale e così si diede vita ad un borgo affascinante, ricco di botteghe artigiane e che tutti gli anni attira tantissimi turisti.


A chi parlando con il conte diceva: "ma è tutto finto", lui rispondeva: "ti sei divertito? se ti sei divertito tutto il resto non conta".
Ed in effetti è così a Grazzano ci si diverte sempre e le occasioni per farlo sono moltissime.


La mia preferita?
Bè sicuramente il corteo storico che si svolge nel mese di Maggio.
Una intera giornata di divertimento tra dame e cavalieri e le immancabili sfide:
duelli con le spade
gare di tiro con l'arco
quintane a cavallo
insomma un vero e proprio salto nel passato


Ma non c'è solo questo, nel castello di Grazzano c'è anche un FANTASMA.
Il fantasma di ALOISA.


Aloisa, sposa di un capitano di milizia fu da questo tradita e per questo morì di dolore.
Si narra che il duca Giuseppe che era un medium venne contattato dal suo spirito che ne guidò la mano per disegnarne le sembianze.
La donna dalle forme rotonde, rappresentata in molte statue a Grazzano è proprio lei: ALOISA

(immagine presa dal web)

Tranquilli, non è un fantasma ostile, anzi è diventata protettrice degli innamorati e molti le offrono fiori e piccoli omaggi.


Spero che questa passeggiata vi sia piaciuta e vi auguro un buon fine settimana, magari a Grazzano Visconti, perchè no?

mercoledì 11 ottobre 2017

DONNE NELLA STORIA - MARTA ABBA


(immagine presa dal web)

Marta Abba,  (Milano, 25 giugno 1900 – Milano, 24 giugno 1988) fu una celebre attrice teatrale e cinematografica italiana, nota sopratutto per essere stata la prima interprete di molte commedie di PIRANDELLO e sua interprete prediletta.

Dopo aver studiato recitazione presso l'Accademia dei Filodrammatici esordì nel 1922 e si fece immediatamente notare come attrice dalla recitazione istintuale ed esuberante.

Nel 1925 avvenne la svolta decisiva della sua carriera: Luigi Pirandello, dopo avere letto una critica che ne esaltava le qualità sceniche, la scritturò immediatamente come prima attrice del suo Teatro d'Arte di Roma e del drammaturgo siciliano dove divenne l'interprete fedele e la musa ispiratrice.

Quando si incontrarono, Marta non aveva ancora 25 anni e Pirandello doveva compierne 58.
Con Pirandello scambiò un famoso epistolario, portato avanti con alterne vicende fino alla morte del drammaturgo nel 1936.
Lui le scrisse 560 lettere ... lei gli rispose 238 volte.

Precisiamo che non si tratta di lettere d'amore ma sfoghi di un grande letterato e che in tutti quegli anni Marta Abba gli permise di scrivere ma non divenne mai la sua amante.

Dopo la morte di Pirandello, nel gennaio del 1938, sposò negli Stati Uniti un industriale e si stabilì a Cleveland fino al 1952, anno della separazione e del conseguente divorzio.

Al suo ritorno in Italia riprese a calcare le scene, ma solo saltuariamente.
Già nella metà degli anni cinquanta la sua carriera sul palcoscenico poteva considerarsi finita.


Se vi interessa vedere e sentire una sua intervista potete andare su YOUTUBE:
http://www.youtube.com/watch?v=jSbtpzzH0o8


Fonte Wikipedia e il sito dei 150 anni dell'Unità d'Italia.

Per maggiori informazioni:
http://it.wikipedia.org/wiki/Marta_Abba
http://www.150anni.it/webi/index.php?s=59&wid=2040

lunedì 9 ottobre 2017

DONNE NELLA STORIA - GRAZIA DELEDDA


(immagine presa dal web)

Maria Grazia Cosima Deledda (Nuoro, 27 settembre 1871 – Roma, 15 agosto 1936) è stata una scrittrice italiana, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926.

Grazia Deledda, quinta di sette tra figli e figlie, in una famiglia benestante.
Dopo aver frequentato le scuole elementari, Grazia Deledda venne seguita privatamente da un professore ospite di una parente della famiglia Deledda che le impartì lezioni di base di italiano, latino e francese (i costumi del tempo non consentivano alle ragazze un'istruzione oltre quella primaria e, in generale, degli studi regolari). Proseguì la sua formazione totalmente da autodidatta. Importante per la sua formazione letteraria , nei primi anni della sua carriera da scrittrice, fu l'amicizia con lo scrittore, archivista e storico dilettante sassarese Enrico Costa che per primo ne comprese il talento.

Esordì come scrittrice con alcuni racconti pubblicati sulla rivista "L'ultima moda" quando affiancava ancora alla sua opera narrativa quella poetica. Nell'azzurro, pubblicato da Trevisani nel 1890 può considerarsi la sua opera d'esordio. Ancora in bilico tra l'esercizio poetico e quello narrativo.

Nell'ottobre del 1899 la scrittrice si trasferì a Roma e in seguito alla pubblicazione di Anime oneste del 1895 e di Il vecchio della montagna del 1900, oltre alla collaborazione sulle riviste "La Sardegna", "Piccola rivista" e "Nuova Antologia", la critica iniziò ad interessarsi alle sue opere, che vantarono prefazioni di nomi quali Ruggero Bonghi e Luigi Capuana. Nel 1900, sposò Palmiro Madesani, funzionario del Ministero delle Finanze, conosciuto a Cagliari. Nel 1903 la pubblicazione di Elias Portolu la confermò come scrittrice e la avviò ad una fortunata serie di romanzi e opere teatrali: Cenere (1904), L'edera (1908), Sino al confine (1911), Colombi e sparvieri (1912), Canne al vento (1913), L'incendio nell'oliveto (1918), Il Dio dei venti (1922). Da Cenere fu tratto un film interpretato da Eleonora Duse.

La sua opera fu apprezzata da Luigi Capuana e Giovanni Verga oltre che da scrittori più giovani come Enrico Thovez, Pietro Pancrazi e Renato Serra. Fu presto riconosciuta e stimata all'estero.

Nel 1926 Grazia vinse il premio nobel.

La narrativa della Deledda si basa su forti vicende d'amore, di dolore e di morte sulle quali aleggia il senso del peccato, della colpa, e la coscienza di una inevitabile fatalità.

Il sapore vagamente verista della sua produzione le procurò le antipatie degli abitanti di Nuoro, in cui le storie erano ambientate.
I suoi concittadini erano infatti dell'opinione che descrivesse la Sardegna come terra rude, rustica e quindi arretrata. In realtà non era intenzione della Deledda assumersi un impegno sociale come quello che spesso caratterizzò il Verismo.

Il segreto e la forza della sua narrativa stanno proprio nella magistrale rappresentazione dell’automodello sardo, nella proiezione simbolica del suo universale concreto: l’isola è intesa come luogo mitico e come archetipo di tutti i luoghi, terra senza tempo e sentimento di un tempo irrimediabilmente perduto, spazio ontologico e universo antropologico in cui si consuma l’eterno dramma dell’esistere. La coscienza del peccato che si accompagna al tormento della colpa e alla necessità dell’espiazione e del castigo, la pulsione primordiale delle passioni e l’imponderabile portata dei suoi effetti, l’ineluttabilità dell’ingiustizia e la fatalità del suo contrario, segnano l’esperienza del vivere di una umanità primitiva, malfatata e dolente, 'gettata' in un mondo unico, incontaminato, di ancestrale e paradisiaca bellezza, spazio del mistero e dell’esistenza assoluta.

Grazia Deledda fu anche traduttrice, è sua infatti una versione di Eugénie Grandet di Honoré de Balzac.

Ammalata di tumore, Grazia Deledda morì il 15 agosto 1936, lasciando incompiuta la sua ultima opera "Cosima, quasi Grazia".

Le spoglie della Deledda sono custodite in un sarcofago di granito nero levigato nella chiesetta della Solitudine ai piedi del Monte Ortobene di Nuoro.

La sua casa natale, nel centro storico di Nuoro (Santu Predu), è adibita a museo.


Fonte Wikipedia.
Per maggiori informazioni: http://it.wikipedia.org/wiki/Grazia_Deledda

sabato 7 ottobre 2017

"IL BAULE DELLE MERAVIGLIE" - GREMBIULE A FILET


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Dal mio precedente blog "giovedì 23 maggio 2013"

Nel post precedente abbiamo cucinato un bel budino al cioccolato.
Abbiamo curato come sempre la parte relativa agli ingredienti da utilizzare ma non ci siamo occupati del grembiule.
Voi quando cucinate lo usate? Io non sono abituata e non lo utilizzo mai le mie nonne invece quando cucinavano lo mettevano sempre e la nonna di Piacenza tra le cose che ha realizzato a filet per me ha fatto proprio un bel grembiule bianco:


Favoloso direi, infatti se usassi i grembiuli per cucinare questo non lo userei mai "troppo prezioso" e "troppa paura di sporcarlo".

mercoledì 4 ottobre 2017

L'ESTATE FREDDA

Sì sì lo sò questa estate è stata tutt'altro che fredda, direi che è stata caldissima, ma in questa estate caldissima ho avuto il piacere di leggere "l'estate fredda" di Gianrico Carofiglio.



Il libro mi è stato regalato a Natale e devo dire che mi è piaciuto veramente molto.

La storia è ambientata a Bari negli anni 90, gli anni della morte di Falcone e Borsellino.
La storia è semplice, una faida all'interno di una famiglia mafiosa, il bambino del boss che viene rapito e poi viene trovato morto, i carabinieri che indagano; storia di mafia e di pentiti dal finale alquanto sorprendente.

Non mi era ancora capitato di leggere un libro di Carofiglio e devo dire che l'ho apprezzato.
La bellezza del libro stà anche nel fatto che essendo stato Carofilgio "Sostituto procuratore alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari", lo stesso è ricco di dettagli che solo con queste caratteristiche possono essere espressi al meglio; il verbale degli interrogatori scritti alla maniera dei carabinieri, il fatto di dare un nome all'operazione ... insomma tutto così ... "reale".

Vi consiglio vivamente questa lettura, e nel giro di pochi giorni sò di non essere l'unica ad avervela consigliata, anche la cara Patrizia  ha parlato da poco sul suo blog dello stesso libro, quindi cosa aspettate a leggerlo?

lunedì 2 ottobre 2017

TORTA ALLE NOCCIOLE - CUOREdi

Ben ritrovate a tutte voi care amiche del web.
Come vi avevo anticipato stavo aspettando con trepidazione l'arrivo della stagione fresca per mettere in azione forno e fornelli e "sperimentare", "sperimentare", "sperimentare", sopratutto ricette "senza glutine" dato che mi è stata trovata questa intolleranza.

Caspita e adesso come faccio a fare tutte quelle belle torte con cui mi cimentavo prima, devo provare prodotti e ricette nuove, non c'è niente da fare.

Nel post di oggi vi presento quello che è stato il mio primo esperimento (ottimamente riuscito) di torta senza glutine; in questo caso giusto per iniziare ho preso una miscela già pronta per fare una torta alla nocciola


La miscela mi ha ispirato subito perchè c'erano pochi ingredienti e tutti naturali: 
farina di nocciole
zucchero
amido di mais.


Quando ho aperto la confezione un intenso profumo di nocciole ha invaso la cucina, e li ho capito che la scelta era stata azzeccata.

Passo passo ho seguito le indicazioni ed ecco quì la torta prima di entrare nel forno


e dopo, appena prima di essere letteralmente "divorata".


Purtroppo sopra ci sarebbe voluto lo zucchero a velo, ma tutto quello che avevo in casa conteneva anche amido di frumento, quindi glutine, per cui non andava bene; avevo pensato di farlo io tritando lo zucchero peccato che il tritatutto è rotto 😞 così niente zucchero a velo.


Con una spolverata sarebbe stata sicuramente più bella da vedere 😃😃😃😃😃.